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30 dec 2008 - Le espressioni facciali delle emozioni sono innate, non apprese
Le espressioni facciali delle emozioni sono inserite nei nostri geni, secondo uno studio pubblicato dal “journal of Personality and Social Psychology”. La ricerca suggerisce che le espressioni facciali delle emozioni sono innate e non un prodotto di apprendimento culturale. Le espressioni facciali delle emozioni sono inserite nei nostri geni, secondo uno studio pubblicato dal “journal of Personality and Social Psychology”. La ricerca suggerisce che le espressioni facciali delle emozioni sono innate e non un prodotto di apprendimento culturale. Lo studio è il primo di questo genere a dimostrare che gli individui, sia vedenti che non, usino gli stessi movimenti dei muscoli facciali in risposta a specifici stimoli emozionali. Lo studio inoltre fornisce nuove acquisizioni su come gli individui gestiscano le dimostrazioni emozionali in accordo al contesto sociale, suggerendo che l’abilità a regolare le espressioni emozionali non venga appresa attraverso l’osservazione. Il prof. di psicologia David Matsumoto, della San Francisco State University, ha paragonato le espressioni facciali di atleti di judo vedenti e non vedenti, ai Giochi Olimpici e alle Paralimpiadi estive del 2004. Sono state scattate e analizzate più di 4.800 foto di atleti provenienti da 23 nazioni. “La correlazione statistica tra le espressioni facciali di individui, vedenti e non, era quasi perfetta” ha dichiarato Matsumoto “Questo suggerisce che qualcosa di geneticamente interno in noi sia la fonte delle espressioni facciali delle emozioni”. Matsumoto ha scoperto che gli individui, vedenti e non, gestiscono le loro espressioni di emozioni allo stesso modo secondo il contesto sociale. Per esempio, a causa della natura sociale delle cerimonie per le medaglie olimpiche, l’85% degli atleti con la medaglia d’argento che avevano perso la lotta per quella d’oro avevano gli stessi “sorrisi sociali” durante la cerimonia. I sorrisi sociali usano soltanto i muscoli della bocca mentre i sorrisi veri, noti come “sorrisi di Duchenne”, fanno brillare e stringere gli occhi sollevare le guance. “I perdenti spingevano il labbro inferiore verso l’alto come per controllare l’emozione sul loro viso e molti avevano sorrisi sociali” ha dichiarato Matsumoto. “Gli individui ciechi dalla nascita non potevano aver appreso a controllare le loro emozioni in questo modo attraverso l’apprendimento visivo quindi ci doveva essere un altro meccanismo. Potrebbe essere che le nostre emozioni e i sistemi che le regolano siano vestigia del nostro passato evolutivo. E’ possibile che in risposta ad emozioni negative gli uomini abbiano sviluppato “un sistema che chiuda la bocca cosicché non possano urlare, dare un morso o lanciare insulti”.(fonte Italia notizie)
 
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